Il bello di avere un blog // My personal blog

Bloggo dunque sono

Qualche mese fa ho deciso che avrei dovuto cambiare l’aspetto e l’organizzazione del mio sito.
Per quanto non mi dispiacesse rappresenta molto bene la mia anima, ma non rappresentava accuratamente quello che è al momento il mio lavoro.

Non è stato un lavoro facile. E per molti aspetti non è ancora concluso ( e probabilmente mai lo sarà),  ma una domanda che mi sono fatta e rifatta sia per il sito vecchio che per quello nuovo era se aggiungere un link al mio vecchio blog (www.samantatamborini.blogpost.com) oppure no.

Era un blog che ho iniziato a scrivere in un momento particolarmente difficile della mia vita. Quindi i contenuti dei post più personali appartengono a un passato che mi sono, per fortuna e per determinazione, lasciata alle spalle e non mi rappresentano più.

Però rappresentano bene il mio percorso, la strada che ho fatto, l’impegno che ci ho messo. E quindi ho deciso di lasciare un link da qualche parte che riconducesse a “chi ero”. Perchè anche se ognitanto guardo alla mia vecchia me con un po’ di tenerezza quella che ero mi ha portata con tata fatica a diventare quella che sono. E quindi le devo tanto. Per cui non la nasconderò come si fa con la polvere sotto il tappeto. La porto con me come una “medaglia al valore” di cui si va fieri. Come memento di quello che ho saputo fare. Perché se sopravvivi una volta , poi sai che puoi affrontare tutto.

Il post che segue appartiene al “vecchio blog” e all’anno 2012, ma la penso ancora esattamente allo stesso modo su tutto! 🙂

….è che posso lamentarmi liberamente!

Il tutto è costituzionalizzato dal fatto che possiedo due cromosimi X  che mi danno diritto di avere 100 paia di scarpe nell’armadio e di essere vagamente stronza.

Provo un fastidio epidermico per la gente che cerca di difendere il proprio orticello e che è pronta a farti lo sgambetto. Ovviamente meglio se hai in mano la reflex così eliminano anche l’attrezzo del mestiere.
Passi che ho bussato ovunque per cercare  qualcuno disposto a insegnarmi. Ma ho scoperto che dai più la fotografia è ritenuta un’arte magica le cui pozioni devono essere custodite segretamente. Aka: col cavolo che ti insegno qualcosa così poi mi rubi i clienti. Quello che non sanno, forse, è che le librerie pullulano di manuali . E che internet è invasa da tutorial e workshop validi o piattaforme creative e tematiche (in inglese, sigh)  di un livello molto più alto di quello che mediamente si trova negli studi di fotografi  bravi e non di una città piccola e chiusa come Varese.
Passi che i master di arti visive hanno costi esorbitanti e che per pagarli dovrei vendere un rene (che preferisco tenermi di scorta per ogni evenienza).

Passi…. perché ho comunque trovato il modo di imparare (e continuo a farlo con grande voracità).
Passi…perché sto comunque trovando il modo di inventarmi un lavoro che molti dichiarano morto, da quando l’accessibilità (Dio la benedica) a buone attrezzature ha reso più facile fare foto correttamente esposte a tutti.

Passi… perché quando una cosa la ottieni da sola e a fatica ha tutto un altro sapore.

E passi pure che esista una fascia di mercato coperta da una marea di “scattini”. Che può fare delle foto a un prezzo decisamente inferiore al mio perché non ha un costo minimo di esercizio da rispettare. Ci manca solo che sia io a dover pagare per lavorare!).
Come mi ha detto un collega “il fatto che ci sia stato un incremento di vendita delle Cinquecento non ha messo in crisi la Maserati”. C’è lavoro e lavoro, ma sopratutto c’è obiettivo e obiettivo. Fissa la vetta della montagna che vuoi scalare e non togliere gli occhi da lì. Rifiuta tutto quello che ti porta fuori strada. Anche se è ancora lontana. Anche se non vedi ancora le pendici. E anche se quando chiedi informazioni o non te le danno o ti mandano da un’altra parte. Fissa la vetta della montagna e vacci un passo alla volta. Con la testa bassa e i piedi incollati al terreno. E scegli compagni di viaggio che quando hai sete non ti diano acqua e cianuro.

Chi pensa solo al suo orticello che ci rimanga! E’ destinato a morire schiacciato dal peso della sua mancanza di apertura e prospettiva. E  onestamente non sentirò la sua mancanza.

P.S. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone esistenti è PURAMENTE casuale

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Comment

14 giugno 2012
Ciao!
mi piace il tuo blog, mi piacciono molto le descrizioni che hai fatto di te stessa e di come vedi la vita... c'è molto tormento, ma d'altro canto chi non ne ha in questo periodo (forse solo quelli che descrivi come i coltivatori dei propri orticelli che vivono convinti di essere i migliori e cercano sempre di fottere gli altri..) Ti auguro di riuscire a raggiungere sempre le tue mete e di riuscire anche a gioire delle piccole soddisfazioni della vita e soprattutto a non dare troppo peso alle delusioni. A presto...magari ad un nuovo WS per imparare ancora qualcosa sul fantastico mondo dell'arte fotografica! :-)
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15 giugno 2012
ciao, mi fa piacere ritrovarti anche qui! :)
è bello mettere nello zaino qualche parola di augurio! di solito mi guardano con l'espressione di chi pensa "è arrivata la sarah moon dei poveri" oppure "non gliel'hanno spiegato che il lieto fine non esiste?" o quando guardano le gru " non ha proprio niente da fare". Vai a spiegarglielo che le gru finiranno bruciate e che quando parlo di sogni riguardano cose ben più grandi di diventare ricca o trovare il principe azzurro!
"il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei proprio sogni" (Eleanor Roosvelt)
e direi che quello che si sogna è indicativo di quello che si è!
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