FRIDA KAHLO – Oltre il mito

Mostra al MUDEC di Milano

Frida è una donna forte, libera, rivoluzionaria. Le sue opere e la sua personalità sono dirompenti e caleidoscopiche. C’è poco  da dire su di lei che non sia già stato raccontato. La sua estetica, la sua anima, il suo coraggio, la sua determinazione e il suo amore folle per Diego che lei stessa descrive come una delle due grandi disgrazie della sua vita. Tutto questo è presente nella mostra al Mudec e va oltre l’icona che ha rappresentato nella storia del femminismo e dell’arte.

I suoi scritti, le sue poesie lettere e le sue affermazioni, insieme alle sue opere raccontano già tutto di lei.

Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. È in quel fuoco che sono nata, pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita.
Da bambina, crepitavo. Da adulta, ero una fiamma.

La rivoluzione è l’armonia della forma e del colore e tutto esiste, e si muove, sotto una sola legge: la vita.

Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere.

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Dipingo autoritratti perché sono la persona che conosco meglio

Le cicatrici sono aperture attraverso le quali un essere entra nella solitudine dell’altro.

Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere.

Rinchiudere la propria sofferenza significa rischiare che ti divori dall’interno

Piedi, perché li voglio se ho ali per volare?

Nella saliva…nella carta…nell’eclisse…in tutte le linee…in tutti i colori…in tutti i boccali…nel mio petto…fuori…dentro…nel calamaio…nelle difficoltà a scrivere…nello stupore dei miei occhi…nelle ultime lune del sole (il sole non ha lune)…in tutto (dire “in tutto” è stupido e magnifico)…DIEGO nelle mie urine…DIEGO nella mia bocca…nel mio cuore…nella mia follia…nel mio sogno…nella carta assorbente… nella punta della penna…nelle matite…nei paesaggi… nel cibo…nel metallo…nelle malattie… nelle rotture… nei suoi pretesti…nei suoi occhi… nella sua bocca…nelle sue menzogne…

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.