“Napul’è” di Pino Daniele

“Napule è mille culure, Napule è mille paure Napule è a voce de’ creature che saglie chianu chianu. E tu sai ca nun si sule.  Napule è nu sole amaro Napule è addore e mare. Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa. E ognuno aspetta a ‘ciorta.  Napule è na’ camminata, inte e viche miezo all’ ato. Napule è tutto nu’ suonno e a sape tutto ‘o munno. Ma nun sann’ a verità.  Napule è mille culure, Napule è mille paure. Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare. Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa. Napule è na’ camminata inte viche miezo all’ato. Napule è tutto nu suonno e a sape tutto o’ munnoù. Napule è mille culure, Napule è mille paure. Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare…”

A Napoli ci sono arrivata in treno, passando per città e stazioni che conosco e con cui ho un rapporto di amore o amore e odio o di non so bene cosa.

Milano, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Roma e infine Napoli.

Non mi sbilancio se dico che in ognuna di queste città, per motivi  talvolta molto diversi c’è un pezzetto del mio cuore. Mi sono innamorata di queste città in alcuni momenti. In altri sono arrivata ad odiarle e ad evitarle per poi tornare a cercarle e allontanarmene di nuovo.  Raccontano sopratutto persone ed esperienze. Sono scenografia e palcoscenico della vita  che lì si svolge e che che ha incrociato la mia.

E rispetto a questa premessa Napoli non ha deluso le mie aspettative.

Ci sono andata con la scusa di una convention di ANFM (Associazione Nazionale fotografi matrimonialisti di cui faccio parte) per ascoltare due master che pensavo avessero cose interessanti da dire e per spostare nella dimensione della vita reale colleghi che conoscevo di nome, o di profilo Facebook o con cui avevo intrecciato una conoscenza virtuale.

In quest’ottica è stata un’esperienza fantastica. Piena ma leggera. Che mi ha fatta scricchiolare dal punto di vista emotivo, personale e professionale come è giusto e bello che facciano le cose che precedono i cambiamenti e le cose belle. Ma questo è un altro argomento. Sono arrivata a Napoli con un giorno d’anticipo perché avevo voglia di perdermi in una città sconosciuta, di sedermi ai tavoli dei ristoranti da sola, di non avere orario e fretta.

E Napoli ha risposto.

Sono arrivata al tramonto, con un cielo colorato di rosa e sono corsa a Castel Nuovo per cercare la storia e il mare.


“Napule è na’ camminata, inte e viche miezo all’ ato Napule è tutto nu’ suonno e a sape tutto ‘o munno Ma nun sann’ a verità.”

Napoli ha mille facce e altrettante anime.

La sua sua bellezza in superficie è così caotica, colorata e rumorosa da rendere straordinaria e inaspettata la meravigliosa città che nasconde nel sottosuolo. La Napoli sotterranea è silenziosa, ovattata, sobria. E’ un luogo magico e misterioso  e così diverso dalle strade che si trovano 40 metri sopra la tua testa da renderlo senza tempo e senza spazio.

Napoli ha mille facce e altrettante anime.

La sua sua bellezza in superficie è così caotica, colorata e rumorosa da rendere straordinaria e inaspettata la meravigliosa città che nasconde nel sottosuolo. La Napoli sotterranea è silenziosa, ovattata, sobria. E’ un luogo magico e misterioso  e così diverso dalle strade che si trovano 40 metri sopra la tua testa da renderlo senza tempo e senza spazio.

La bellezza di questa città è intrisa dei sui contrasti.

Il sacro e il profano si mischiano nelle strade  e nelle chiese e diventano la cultura di un popolo che mette mi suoi santi vicino al suo calciatore e le sue Madonne  in vendita accanto ai cornetti portafortuna.

La bellezza di questa città è intrisa dei sui contrasti.

Il sacro e il profano si mischiano nelle strade  e nelle chiese e diventano la cultura di un popolo che mette mi suoi santi vicino al suo calciatore e le sue Madonne  in vendita accanto ai cornetti portafortuna.

NAPOLI.

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