Londra (Marzo 2016) – Io, Martina, una valigia e il mondo da scoprire

“Viaggiare è essere infedeli. Siatelo senza rimorsi.
Dimenticate i vostri amici per degli sconosciuti.”
(Paul Morand)

Marzo ci ha portate a Londra, i nostri compleanni sono stati la scusa per prendere un’altro aereo, atterrare in un paese dove si parla una lingua diversa e dove la gente non sa chi sei.
E’ questo che amo di più delle nostre fughe. Essere degli estranei in mezzo alla gente.
Guardare tutto con occhi nuovi, sorprendersi delle cose, esplorare.
Lasciarsi tutto il resto alle spalle.

Siamo state delle turiste perfette.
Abbiamo mangiato schifezze.

Visitato il British Museum, la Tate, la National Gallery, il National History Museum sottolineando che fosse quello di “Una notte al museo”.
Non ci siamo fatte mancare il Big Ben. La torre di Londra, il Tower bridge o Westminster,il cambio della guardia,. La tube o i bus a due piani e anche il binario 9 e 3/4 di harry Potter.

Tutto quello che una guida di Londra suggerisce noi lo abbiamo visto.

Quando viaggio sono una turista fatta e finita.Non sono una di quelle che fa l’alternativa e va a cercare i luoghi sconosciuti di una città.
Guardo quello che guardano tutti, vado dove vanno tutti, faccio quello che fanno tutti.
Quello che spero è di farlo in modo diverso.
Di guardare con occhi diversi. Perché penso che sia quello che fa la differenza.
Non è originale solo chi fa qualcosa di diverso, ma anche chi fa quello che fanno tutti in modo diverso.
La leggerezza con cui un viaggio alla volta io e Martina stiamo iniziando a girare il mondo è magica.
Non credo che esista compagno di viaggio migliore di lei.
Ha la mia stessa curiosità. Le cose viste attraverso i suoi occhi sono meravigliose. Lei sa stupirsi come me delle cose piccole, dei dettagli, di quello che si nasconde dietro l’angolo. Io di adulti così ne ho incontrati pochi.
Non è solo quello che guardi, ma come lo guardi.
E allora anche un giro sul London Eye, per Hyde Park o nei superinflazionati quartiere di Notting Hill o Camden non sono banali. Ma straordinari.

L’unico problema che ho con i viaggi… sono i ritorni.

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